Quando i grandi maestri sono anche grandi persone | Newsletter n. 7 "Musica Maestra!"

Non sono i titoli.
Non sono i concerti.
Non è nemmeno il talento a rendere grande un maestro.
È il modo in cui fa sentire chi gli sta davanti.

QUANDO I GRANDI ARTISTI SONO ANCHE GRANDI PERSONE.

Ci sono esperienze che ritornano nella vita dopo molti anni.

E quando succede, capisci che non erano semplicemente dei ricordi, ma dei punti di riferimento che ti hanno costruito come musicista, come insegnante e, forse ancora prima, come persona.

Nel 1992 e nel 1993 ebbi la fortuna di frequentare l'Accademia di perfezionamento Incontri col Maestro. Ero una ragazza piena di sogni e mi ritrovai improvvisamente a studiare con alcuni dei musicisti che allora rappresentavano il vertice assoluto della musica italiana.

Stefano Pagliani, primo violino del Teatro alla Scala.

Danilo Rossi, prima viola del Teatro alla Scala.

Enrico Dindo, primo violoncello del Teatro alla Scala.

Pier Narciso Masi, straordinario pianista e maestro di musica da camera.

Luca Ferrara, direttore d'orchestra.

Li osservavo quasi con timore.
Pensavo che persone di quel livello vivessero inevitabilmente su un altro pianeta.
E invece accadde qualcosa che ancora oggi ricordo con estrema nitidezza.
Erano semplici.
Ridevano con noi.

Alla fine delle prove giocavano a biliardino insieme agli studenti oppure si fermavano a mangiare una piadina raccontando episodi della loro vita musicale. Nessuna distanza costruita. Nessuna necessità di dimostrare continuamente quanto fossero importanti.

Eppure lo erano.

Moltissimo.

Con il tempo ho capito che proprio quella naturalezza era parte della loro grandezza.
Chi possiede davvero una competenza profonda non ha bisogno di ostentarla.
La mette semplicemente a disposizione degli altri.

Qualche giorno fa, durante la prima edizione di Archi Senza Confini, ho provato esattamente la stessa emozione.

Ho incontrato Oriol Saña, violinista di Barcellona, musicista straordinario e uno dei maggiori esperti europei di violino moderno, improvvisazione e didattica degli strumenti ad arco.

Le aspettative erano altissime.

La realtà le ha superate.

Non soltanto per il livello artistico.

Ma per il modo in cui si è messo davanti ai nostri ragazzi.

Lo abbiamo visto insegnare con la stessa intensità a una bambina di sei anni che teneva il violino quasi più grande di lei, a studenti adolescenti, a giovani professionisti e perfino ai nostri docenti.

Ogni volta cambiava linguaggio.

Ogni volta riusciva a far sentire quella persona importante.

Mai un gesto di superiorità.

Mai una parola detta per impressionare.

Solo il desiderio autentico di trasmettere ciò che aveva imparato.

Ha accettato con semplicità di pranzare a casa mia insieme a Libia Contreras, Enrico Cristofani e mio marito Andrea, vivendo quei momenti di convivialità che fanno parte della migliore tradizione romagnola. Abbiamo parlato di musica, di insegnamento, di vita. E poi è salito sul palco regalando tutto se stesso, senza trattenere nulla.

La stessa sensazione l'ho provata osservando Luca Campioni.

Violinista di straordinaria esperienza, ha accompagnato nei suoi tour alcuni dei più grandi artisti della musica italiana, tra cui Lucio Dalla e Zucchero Fornaciari. È abituato a lavorare con musicisti professionisti e con gli studenti del Conservatorio.

Eppure, davanti ai nostri bambini di sei e sette anni, sembrava trovarsi nel posto più naturale del mondo.

Con la stessa cura, la stessa pazienza e la stessa gioia con cui avrebbe seguito un giovane violinista già avviato alla professione. Nessuna lezione "semplificata" perché i bambini erano piccoli. Al contrario: un'attenzione ancora maggiore, una disponibilità totale, il desiderio sincero di far sentire ciascuno accolto e capace di fare musica.

In quei momenti ho ritrovato lo stesso spirito che avevo conosciuto più di trent'anni fa.

Questa, credo, sia la differenza tra un bravissimo musicista e un vero maestro.

Il primo dimostra quanto vale.

Il secondo fa sentire gli altri capaci di crescere.

In questi giorni mi sono ritrovata a pensare a una cosa che vorrei dire soprattutto ai nostri ragazzi, ma anche ai loro genitori.

Nella vita incontrerete persone molto competenti.

Alcune avranno bisogno di ricordarvi continuamente quanto sono brave.

Altre, invece, vi accoglieranno con umiltà, vi ascolteranno, vi incoraggeranno e metteranno il loro talento completamente al vostro servizio.

Sono queste le persone da seguire.

E permettetemi un consiglio maturato in tanti anni di studio, di insegnamento e di incontri con musicisti straordinari: diffidate di chi "se la tira".

Diffidate di chi costruisce continuamente una distanza tra sé e gli altri.

Di chi parla soprattutto di sé.

Di chi usa il proprio talento per sentirsi superiore.

La competenza vera non ha bisogno di essere proclamata.

Si riconosce dalla serenità con cui viene condivisa.

Chi è davvero grande non ha paura di insegnare a un bambino di sei anni, di rispondere a una domanda apparentemente banale, di fermarsi a mangiare una piadina con gli allievi o di trascorrere una serata a chiacchierare dopo un concerto.

Perché sa che il sapere cresce soltanto quando viene donato.

E forse è proprio questo il motivo per cui, a distanza di oltre trent'anni, ricordo ancora con gratitudine quei miei maestri.
Non soltanto per ciò che mi hanno insegnato a suonare.
Ma per il modo in cui mi hanno insegnato a essere.

Se oggi Accademia InArte continua a cercare artisti come Oriol Saña, Luca Campioni e tutti coloro che hanno condiviso con noi questa bellissima avventura, è proprio per questo.

Perché desideriamo che i nostri ragazzi imparino certamente la musica.

Ma ancora di più possano incontrare persone che insegnino loro, con l'esempio, che la vera eccellenza cammina sempre insieme all'umiltà, alla generosità e alla gioia di condividere.

Sono convinta che i bambini e i ragazzi dimenticheranno molte delle note che hanno suonato durante questi quattro giorni.

Ma difficilmente dimenticheranno come questi maestri li hanno fatti sentire.

Ed è proprio questo il regalo più grande che un insegnante possa lasciare.

La musica passa.

L'esempio resta.


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Musica Maestra!

Piccole storie vere su quello che la musica insegna alla vita.

Sono Ilaria Mazzotti, fondatrice di Accademia InArte, musicista, educatrice e progettista culturale. Da quasi trent’anni dirigo scuole di musica e orchestre di bambini e ragazzi. Ogni settimana condivido una piccola storia vera su ciò che la musica mi ha insegnato.

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