Quando gli allievi prendono il volo | Newsletter n. 10 "Musica Maestra!"

Ci sono momenti in cui un insegnante misura il tempo non sugli anni trascorsi, ma sui volti che ha visto cambiare. È quello che accade quest'estate, mentre osservo Julian e Alice chiudere un capitolo e aprirne un altro: lui, appena diplomato, si prepara a varcare le porte del Conservatorio; lei, neolaureata, sta per partire per un'importante esperienza all'estero.

Li conosco fin da bambini. Julian aveva sette anni quando è entrato nella mia vita con un violino quasi più grande di lui; da allora è cresciuto insieme all'orchestra, tra concerti, prove e viaggi che lo hanno plasmato nel musicista che è oggi. Alice ha iniziato ancora prima, muovendo i primi passi nella propedeutica musicale prima di scegliere il flauto traverso, coltivando negli anni una passione diventata parte della sua identità.

In questo lungo percorso condiviso, le lezioni sono state solo una parte della storia.

Ci sono stati sacrifici e soddisfazioni, momenti di difficoltà e altri di pura gioia: l'intreccio inevitabile che si crea quando un rapporto educativo dura abbastanza a lungo da diventare anche un legame umano.

Qualche mese fa, durante il viaggio in Australia con l'orchestra, ho avuto la conferma di qualcosa che intuivo da tempo: Julian e Alice non erano più semplicemente due allievi.

Erano diventati punti di riferimento per l'intero gruppo.

Li guardavo prendersi cura dei più giovani, assumersi responsabilità, risolvere problemi con naturalezza — e dentro di me sorridevo, perché stavo assistendo alla realizzazione di un sogno coltivato da anni: costruire una scuola in cui gli allievi, crescendo, diventino a loro volta educatori e guide per chi arriva dopo di loro.

Quest'anno quel sogno ha preso forma concreta. Alice ha coordinato con grande sensibilità un gruppo di quindici bambini durante il Campus Estivo Musicale di giugno. Julian ha iniziato a insegnare violino e solfeggio in Accademia InArte, restituendo ai più piccoli tutto ciò che ha imparato in questi anni. Non credo esista soddisfazione più grande, per chi insegna.

Le loro strade, ora, si separano dalla mia quotidianità: Alice partirà, Julian entrerà in Conservatorio. Ma non credo si allontaneranno davvero. I progetti dell'orchestra continueranno a riunirci, i viaggi regaleranno nuove occasioni di stare insieme, e sono certa che cresceranno anche le opportunità di collaborare nell'insegnamento. Una vera comunità educativa, del resto, non finisce quando un allievo conclude il proprio percorso: semplicemente cambia forma.

Tutto questo mi porta a una domanda che vorrei condividere con chiunque dedichi la vita all'educazione: qual è il vero successo di un insegnante?

Avere allievi che restano sempre al proprio fianco, o prepararli così bene da renderli liberi di camminare sulle proprie gambe, fino a diventare loro stessi maestri di qualcun altro?

Negli anni ho imparato che il nostro compito non è generare dipendenza, ma autonomia.

Non si misura da quanti allievi restano, ma da quanti riescono a spiccare il volo senza dimenticare da dove sono partiti.

E quando questo accade, il rapporto non si esaurisce: si trasforma.
Da maestro e allievo si diventa colleghi, compagni di viaggio, persone che continuano a costruire insieme nuovi progetti.

A Julian e Alice auguro cieli immensi, sfide che li appassionino e incontri che li facciano crescere ancora.
Ovunque la vita li porterà, una parte della loro storia continuerà a suonare insieme alla nostra — perché gli allievi migliori non sono quelli che restano, ma quelli che tornano, da adulti, per insegnare a loro volta.



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Musica Maestra!

Piccole storie vere su quello che la musica insegna alla vita.

Sono Ilaria Mazzotti, fondatrice di Accademia InArte, musicista, educatrice e progettista culturale. Da quasi trent’anni dirigo scuole di musica e orchestre di bambini e ragazzi. Ogni settimana condivido una piccola storia vera su ciò che la musica mi ha insegnato.

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