La pratica allena le mani, la mente e il modo in cui affrontiamo le sfide | Newsletter n. 17 “Musica Maestra”

Ci sono passaggi che, al violino, non vengono al primo tentativo. Li studi lentamente, ti fermi, ascolti, correggi. Poi riprovi. A volte il miglioramento è quasi impercettibile, finché un giorno le mani trovano la strada e ciò che sembrava impossibile comincia a riuscire.

È un’esperienza che conosco fin da bambina. E oggi mi accorgo di quanto quel lavoro quotidiano continui ad accompagnarmi, anche in ambiti molto diversi dalla musica.

Nel mio lavoro, per esempio, dedico tempo ad ampliare le conoscenze necessarie per progettare e scrivere candidature a bandi nazionali e internazionali. Ogni mese ne sviluppo una o due, accanto alla gestione del portfolio dei progetti e alle responsabilità delle nostre scuole.

Ogni candidatura richiede studio, concentrazione, revisioni. Bisogna comprendere un linguaggio, costruire un’idea, verificarne la fattibilità, far quadrare attività e risorse. E accettare che tanto lavoro possa anche non portare al risultato sperato.

In questo percorso riconosco la disciplina che ho imparato studiando il violino. La capacità di restare su un problema, di affrontare un passaggio difficile senza abbandonarlo subito, di cercare un’altra strada quando la prima non funziona.

La pratica coinvolge il corpo e la mente: il gesto, l’ascolto, l’attenzione, la pazienza. Ripetere richiede presenza. A ogni tentativo possiamo accorgerci di qualcosa e scegliere che cosa cambiare. Insistere acquista senso quando impariamo anche a correggerci.

È un’attitudine preziosa nella vita professionale, soprattutto per chi fa impresa. La costanza aiuta a dare continuità alle idee; la dedizione permette di approfondirle; l’abitudine a migliorarsi ci spinge ad alzare l’asticella, un passo alla volta. E ci sostiene quando l’entusiasmo iniziale lascia spazio alla fatica.

Lo studio della musica mi ha insegnato a convivere con l’errore e con la possibilità di fallire. La paura può esserci, ma possiamo imparare ad attraversarla: un tentativo andato male ci dà informazioni utili per quello successivo.

Insegniamolo ai bambini.

Diamo loro il tempo di provare, sbagliare e riprovare. Aiutiamoli a riconoscere un piccolo progresso, a trovare una soluzione, a fermarsi quando serve e poi riprendere. Facciamo spazio alla pratica nelle loro giornate, con regolarità e obiettivi raggiungibili.

Quando un bambino riesce finalmente a suonare un passaggio su cui ha lavorato, fa un’esperienza concreta: scopre che il suo impegno può cambiare qualcosa.

E quella scoperta potrà accompagnarlo molto lontano, anche quando avrà posato lo strumento.

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Musica Maestra!

Piccole storie vere su quello che la musica insegna alla vita.

Sono Ilaria Mazzotti, fondatrice di Accademia InArte, musicista, educatrice e progettista culturale. Da quasi trent’anni dirigo scuole di musica e orchestre di bambini e ragazzi. Ogni settimana condivido una piccola storia vera su ciò che la musica mi ha insegnato.

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