Quanto contano le idee per un progetto di successo.
POSSO RACCONTARTI UN'IDEA?
C’è una frase che mi sento dire spesso:
“Ilaria, ti devo parlare di un’idea.”
Di solito arriva con entusiasmo, occhi accesi, urgenza.
E io ascolto sempre volentieri.
Perché le idee sono belle. Sono vive. Sono necessarie.
Poi però faccio sempre la stessa domanda:
“Ok… come la facciamo?”
E lì, a volte, succede questo: uno spazio vuoto. Uno sguardo interrogativo sul volto del mio interlocutore.
Io ho sempre avuto tante idee.
Troppe, forse. Non lo dico per vantarmi — è proprio il mio modo di funzionare.
Ogni giorno potrei immaginare dieci progetti nuovi.
Ma negli anni ho capito una cosa molto semplice: le idee non sono la parte difficile.
La parte difficile è tutto il resto.
Se dovessi dare una percentuale al successo di un'iniziativa, un progetto, un evento, direi questa:
- Idea: 20% (ma anche meno)
- Realizzazione: 80%
E dentro quell’80% c’è tutto:
- le telefonate che non hai voglia di fare
- le mail che devi riscrivere tre volte
- La costruzione del team e la divisone del compiti
- I budget e i preventivi
- le prove che non funzionano
- i ragazzi da motivare quando mollerebbero
- gli errori
- i cambi di programma
- I feedback e le riunioni
- la fatica di tenere insieme le persone
E soprattutto: la capacità di stare dentro a un progetto anche quando non è più entusiasmante.
E adesso voglio raccontarvi una cosa che mi è accaduta qualche mese fa.
Mi chiama un giovane che si era appena laureato in musica, aveva fatto una tesi sull’ascolto dell’opera lirica.
“Ho un’idea bellissima”, mi dice.
Inizia a raccontarla con un tono leggermente supponente, come se fosse l’idea del secolo.
La cosa mi colpisce.
Un po’ mi stupisce — così giovane, già così sicuro.
Un po’ mi infastidisce — per il modo in cui me la racconta.
E mentre parla, penso: Questa cosa… l’abbiamo appena fatta.
È esattamente il progetto “Mettiamoci all’opera”, un format di avvicinamento all’opera lirica per bambini.
Un progetto che mi è costato tantissimo: tempo, energie, relazioni, tentativi. La capacità di costruire contatti. La determinazione di non mollare. La ricerca dei fondi — anche attraverso una campagna di crowdfunding.
Un progetto complesso, pieno di ostacoli, ma proprio per questo incredibilmente formativo.
Gli dico:
“Interessante. Noi l’abbiamo già realizzata.”
E lui:
“Sì! Infatti vorrei farla con voi.
Noi mettiamo l’idea, leggermente diversa dalla vostra…
voi trovate i fondi e la facciamo.”
Silenzio.
Non mi ricordo neanche cosa gli ho risposto.
Ma mi è rimasta chiarissima una cosa: non mancava l’idea. Mancava tutto il resto.
E, forse ancora più sorprendente: non si era neanche posto il problema.
E lì mi sono fatta una domanda: come è possibile che un giovane laureato, dopo anni di studio, di confronto con docenti anche qualificati, non abbia la minima percezione di cosa significhi realizzare davvero un progetto?
Come può pensare che la parte più importante sia l’idea e non tutto ciò che serve per farla esistere?
Realizzare un progetto significa partire da qualcosa di piccolo.
Significa fare una cosa, poi un’altra. Sbagliare, aggiustare, rifare.
Significa anche accettare che all’inizio il progetto non è “bellissimo”. Non è perfetto. Non è ancora quello che avevi in testa.
Ma esiste. E da lì si cresce.
Nella musica è uguale. La prima nota non è mai perfetta.
Ma senza quella nota, non esiste nessuna sinfonia.
Forse il vero talento non è avere idee.
Forse il vero talento è restare, non mollare.
Restare dentro a un’idea abbastanza a lungo da trasformarla in qualcosa di reale.
Se hai un’idea, va bene.
Ma se vuoi davvero farla vivere, preparati a una cosa molto meno romantica e molto più potente: il lavoro, la determinazione, la costanza.
E ora una domanda per te: quanto pesa davvero un’idea?
- 20% idea / 80% realizzazione?
- 50 e 50?
- Oppure senza una grande idea non si parte nemmeno?
E soprattutto: hai mai avuto un’idea bellissima che non hai mai realizzato?
O una piccola idea che, lavorandoci, è diventata qualcosa di grande?
Scrivimelo a <direzione.inarte@gmail.com>
Sono davvero curiosa di leggere le tue risposte.
Idea o realizzazione: cosa fa davvero la differenza?
Questo concetto forse vale anche per qualcosa di più grande...
Negli ultimi tempi mi capita spesso di pensare alla pace.
Tutti ne parlano. Tutti la desiderano. Tutti, in fondo, hanno “un’idea” di pace. Ma anche lì, forse, il problema non è l’idea.
Il problema è la realizzazione.
Perché la pace non è uno slogan.
Non è un concetto astratto.
La pace è fatta di gesti piccoli, quotidiani, spesso invisibili: ascoltare, mediare, restare, non scappare dal conflitto.
È fatta di lavoro. Di tempo. Di presenza. Proprio come un progetto. È un progetto!
E allora la domanda diventa ancora più profonda: quanto siamo disposti a lavorare, davvero, per costruire ciò che diciamo di volere?
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Sono Ilaria Mazzotti, fondatrice di Accademia InArte, musicista, educatrice e progettista culturale. Da quasi trent’anni dirigo scuole di musica e orchestre di bambini e ragazzi. Ogni settimana condivido una piccola storia vera su ciò che la musica mi ha insegnato.
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