ONE WORLD – Concerts for Peace a Melbourne

I figli dei martiri dell’Esercito Libanese e l’Orchestra Giovanile InArte insieme a Melbourne

Sabato 3 gennaio 2026, a Melbourne, la musica è diventata ponte, identità e speranza.

Nella prestigiosa Sala Maron, oltre 500 persone hanno partecipato a un evento musicale e umano di straordinaria intensità: un concerto congiunto tra un gruppo di figli dei martiri dell’Esercito Libanese, accompagnati dalla Fondazione Umanitaria Sobhi Akoury, e l’Orchestra Giovanile InArte proveniente dall’Italia, nell’ambito del progetto internazionale

ONE WORLD – Concerts for Peace.

Un incontro che ha superato il semplice valore artistico, trasformandosi in un’esperienza collettiva di appartenenza, memoria e futuro.

Musica come linguaggio universale

Giovani musicisti libanesi e italiani, fianco a fianco, hanno dato vita a un concerto di oltre due ore, intrecciando repertorio libanese e italiano, canto e musica strumentale, in un dialogo che ha coinvolto profondamente il pubblico.

L’evento si è aperto con l’esecuzione degli inni nazionali australiano, libanese e italiano, a sottolineare fin dall’inizio il carattere internazionale e simbolico della serata.

Applausi lunghi, emozione palpabile, lacrime e sorrisi: il pubblico ha seguito ogni momento con partecipazione intensa, riconoscendo nella musica un potente strumento di unità e pace, capace di ridare voce a una comunità spesso ferita dalla distanza e dalla disillusione.

Le istituzioni e il valore del progetto

La serata è stata presentata dall’avvocata Céline Khoury, collaboratrice della parrocchia maronita di Nostra Signora del Libano a Melbourne.

È stato letto il messaggio di Sua Eccellenza Mons. Antoine-Charbel Tarabay, vescovo dei Maroniti in Australia, Nuova Zelanda e Oceania, che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa e il desiderio di incontrare i giovani musicisti al loro arrivo a Sydney.

Nel suo intervento, padre Richard Jabbour, parroco di Nostra Signora del Libano, ha sottolineato il valore della Fondazione Sobhi Akoury, nata per onorare la memoria del tenente colonnello Sobhi Akoury, e il suo impegno nel sostenere bambini e ragazzi colpiti dalla perdita, offrendo loro opportunità, speranza e futuro attraverso la musica.

Particolare apprezzamento è stato espresso per l’Orchestra Giovanile InArte, esempio concreto di come la musica possa creare legami autentici tra culture, generazioni e popoli diversi, trasformando l’armonia sonora in armonia umana e spirituale.

ONE WORLD: un messaggio che unisce

Nel corso della serata, Lea Akoury, presidente della Fondazione Sobhi Akoury, ha rivolto un breve ma intenso intervento, richiamando il significato profondo del progetto e la volontà di continuare il cammino di chi ha sacrificato la propria vita affinché altri potessero vivere.

Al termine del concerto, il generale di brigata Jihad Mar’i, rappresentante del Comando dell’Esercito Libanese, ha letto il messaggio del Comandante dell’Esercito, generale Rodolphe Haikal, ringraziando la comunità libanese in Australia e invitando i presenti a mantenere vivo il legame con il Libano.

Sono state inoltre consegnate targhe e lettere di riconoscimento a diversi protagonisti che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

Una grande rete di persone

Alla serata hanno preso parte numerose autorità religiose e civili, rappresentanti della comunità libanese, associazioni, imprenditori e realtà culturali del territorio.

Un ringraziamento speciale va al team organizzativo, che ha lavorato con dedizione e instancabile cura, e in particolare a Kritta Raad, Bernadette Khoury, Vivian Malkoun, e al direttore delle Sale Maron, chef George Saliba, insieme a tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro.

La forza della musica

Questo concerto a Melbourne è stato molto più di un evento: è stato un atto di fiducia, un segno concreto che la musica può ancora accendere speranza, rinsaldare identità e costruire ponti di pace.

È questo il cuore di ONE WORLD – Concerts for Peace.

Ed è questo lo spirito con cui l’Accademia InArte continua il suo cammino, in Italia e nel mondo.



Articolo uscito su “Voce del Libano – Melbourne” domenica 4 gennaio 202