La prima nota | Newsletter n. 1 "Musica Maestra!"

Ogni musicista ricorda la prima nota che ha avuto il coraggio di suonare.
In una scuola di musica succedono cose piccole che a volte spiegano il mondo.
Qualche sera fa, durante una prova dell’orchestra giovanile, è successa una di queste cose.


LA PRIMA NOTA.

Gabriele ha dieci anni e suona il clarinetto da poco tempo. Era la prima volta che suonava con un’orchestra formata da ragazzi molto avanti negli studi, che hanno già vissuto tante prove ed esibizioni importanti.

Ma per tutti esiste una prima volta, il primo concerto, la prima prova, la prima nota.

Il posto del clarinetto 1^, che di solito è di Arianna, quella sera era vuoto. Arianna spesso aiuta i più piccoli a entrare al momento giusto, con uno sguardo o un piccolo cenno.

Quella sera però non c’era.

Accanto a Gabriele sedeva Michele: venticinque anni, tante esibizioni alle spalle e molta esperienza.

Ma Gabriele aveva comunque davanti a sé una sfida non da poco. Doveva suonare la parte del Clarinetto 2^ da solo.

Erano quasi le otto di sera. Per un bambino di dieci anni è tardi. Lo capivo dai suoi occhi un po’ stanchi, quasi assonnati. Eppure era attentissimo.

Nel brano che stavamo provando — un pezzo pazzesco di John Williams — il clarinetto non suona subito. Ci sono molte battute di pausa. E per un musicista giovane quell’attesa può sembrare infinita. Più passano le battute, più cresce il dubbio:

Sto contando giusto?

Quando arriverà il mio momento?

Poi arriva.

Alzo la mano e faccio un piccolo gesto che lo aiuti a entrare. È lo stesso gesto che faccio con i musicisti più esperti. Niente di più. Niente di meno.

Gabriele mi guarda. Respira. E suona. Un suono pieno. Giusto. Intonato. Il suo primo vero suono dentro l’orchestra.

Per un attimo nessuno dice nulla. Poi, alla fine della prima parte, quando fermo l’orchestra per lavorare meglio sul passaggio appena provato, succede una cosa bellissima: spontaneamente tutta l’orchestra scoppia in un applauso. Un applauso per il nostro piccolo grande Gabriele. Che “battesimo” meraviglioso!

In quel momento ho pensato che la musica insegna anche questo: fidarsi degli altri abbastanza da trovare il coraggio della propria nota.

E forse la pace comincia proprio così: quando qualcuno trova la fiducia di suonare, e gli altri scelgono di sostenerlo.


La pace non è qualcosa che si proclama. È qualcosa che si impara, poco alla volta, facendo musica insieme.

Sono Ilaria Mazzotti, musicista, educatrice e imprenditrice. Da quasi trent’anni dirigo scuole di musica e orchestre di bambini e ragazzi. Ogni settimana condivido una piccola storia vera su ciò che la musica mi ha insegnato.



Questa è la Newsletter che invio ogni settimana ai miei lettori e si intitola "Musica Maestra! Piccole storie vere su quello che la musica insegna alla vita."

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