L’arte di creare: donne, sogni e nuovi inizi

Oggi è la Giornata Internazionale della Donna e mi sono trovata a pensare a una parola che sento molto vicina al mondo femminile: creare.

Le donne hanno una relazione speciale con la creazione.

Non solo perché generano la vita, ma perché hanno spesso una capacità naturale di far nascere cose che prima non esistevano.

Un’idea.

Un progetto.

Una comunità.

Un luogo dove le persone possano crescere.

Forse è anche per questo che molte donne della mia generazione — la Generazione X — si sono ritrovate a costruire.

Siamo cresciute in un mondo ancora analogico e oggi viviamo dentro un mondo completamente nuovo.

Abbiamo attraversato trasformazioni enormi e, spesso senza accorgercene, abbiamo imparato a fare una cosa molto preziosa: tenere insieme le cose.

Persone diverse.

Generazioni diverse.

Sogni diversi.

Nella mia vita questo è successo attraverso la musica, l’educazione, i progetti culturali, le orchestre, i ragazzi che ho avuto la fortuna di incontrare lungo il cammino.

E oggi, proprio in questa giornata simbolica, sento una gioia particolare perché vede la luce anche un’altra piccola creazione: il mio libro.

Un libro dedicato a una figura straordinaria della nostra storia, Vittorio Belli, un uomo che ha saputo immaginare e costruire un luogo nuovo partendo da una visione: una città sul mare pensata per il benessere del corpo e della mente.

Scrivere questo libro è stato, per me, un altro modo di fare quello che amo di più:

trasformare una storia in qualcosa che possa continuare a vivere.

Perché in fondo creare significa proprio questo: dare forma a qualcosa che possa essere utile anche a chi verrà dopo di noi.

Per questo oggi il mio pensiero va a tutte le donne che ogni giorno creano: insegnanti, artiste, madri, educatrici, professioniste, volontarie, imprenditrici, musiciste.

Donne che seminano idee, possibilità, futuro.

A tutte loro — e a tutte noi — auguro di non smettere mai di fare la cosa più potente che esista: immaginare e costruire il mondo che ancora non c’è.

Buon 8 marzo.

E benvenuto, piccolo libro.