​ARCHI SENZA CONFINI: QUANDO LA MUSICA ABBATTE DAVVERO LE FRONTIERE

Domenica 14 giugno al Giardino Gio, oltre duecento persone hanno partecipato al concerto conclusivo di Archi Senza Confini, progetto ideato da Ilaria Mazzotti con la collaborazione della violista messicana Libia Contreras Romero, che collabora con Accademia InArte dal 2019. Quest’anno l’iniziativa ha incrociato il percorso del Festival di Caterina Sforza 2026, dando vita a una serata dedicata a musica, cultura, partecipazione e solidarietà nel Giardino Gio, spazio gestito da Futura APS nel centro storico cittadino.

L’evento ha rappresentato il momento finale di quattro giornate di masterclass tra Forlì e Comacchio promosse da Accademia InArte. Sul palco si sono esibiti musicisti provenienti da Paesi e percorsi diversi, uniti da una visione della musica aperta al dialogo e alla contaminazione.

Figura centrale del progetto è stato il violinista catalano di musica jazz, pop e improvvisazione, Oriol Saña, artista internazionale di Barcellona, apprezzato per il talento e per l’approccio umano e didattico. Al suo fianco il violinista milanese Luca Campioni, noto per le collaborazioni nei tour di Zucchero e tra i principali interpreti italiani del violino moderno.

Con loro si sono esibiti la violista messicana Libia Contreras Romero, il chitarrista flamenco proveniente dal Marocco Karam Lefheiel, il pianista jazz e docente di Accademia InArte Enrico Cristofani, il contrabbassista Paolo Ghetti e il batterista diciassettenne Giacomo Nanni, cresciuto musicalmente all’interno dell’Accademia.

Proprio Nanni ha rappresentato uno dei simboli dell’iniziativa: la sua presenza accanto a musicisti di livello internazionale ha evidenziato il valore di percorsi formativi capaci di offrire ai giovani occasioni concrete di crescita e confronto professionale.

Archi Senza Confini è stato però molto più di un concerto. Le masterclass hanno coinvolto bambini, ragazzi, docenti e professionisti in un percorso condiviso dedicato a tecniche violinistiche, improvvisazione, musica d’insieme e linguaggi contemporanei.

L’iniziativa ha riunito allievi dai primi anni di studio fino a giovani professionisti, creando un clima di collaborazione che ha superato differenze di età, provenienza e livello tecnico, confermando il ruolo della musica come strumento di crescita e comunità.

Tra i partecipanti anche molti bambini alle prime esperienze formative di questo tipo. «Mio figlio ha solo sei anni ed era il più piccolo del gruppo – racconta una mamma presente alla masterclass –. All’inizio era emozionatissimo, ma è stato accolto con grande attenzione da tutti i docenti e dai ragazzi più grandi. Tornava a casa ogni giorno entusiasta, con la voglia di studiare e di raccontare quello che aveva imparato. Per noi genitori è stato bellissimo vedere come la musica possa creare relazioni così positive e inclusive».

«Le aspettative erano alte – commenta la direttrice di Accademia InArte Ilaria Mazzotti – ma ciò che abbiamo vissuto ha superato ogni immaginazione. È esattamente il tipo di esperienza per cui lavoro da anni: offrire ai giovani opportunità formative e artistiche di altissimo livello, nelle quali possano confrontarsi con grandi professionisti senza mai sentirsi giudicati o esclusi. Oriol Saña e Luca Campioni hanno portato non solo competenze artistiche straordinarie, ma anche una rara capacità di accogliere ogni partecipante con attenzione e rispetto. Abbiamo visto docenti illuminati e aperti, capaci di non creare mai distanza, ma di valorizzare ciascuno per ciò che è. Bambini, ragazzi e adulti si sono messi in gioco senza paura, imparando ad ascoltarsi e a creare insieme. Questo è il modello di formazione e di comunità che desideriamo continuare a costruire».

Per Oriol Saña, che da oltre venticinque anni organizza e coordina eventi musicali internazionali con una forte attenzione all’inclusione e all’impatto sociale, l’esperienza romagnola ha lasciato un segno particolare: «Ho partecipato a progetti in molti Paesi, ma in Forlì e Bellaria Igea Marina ho trovato qualcosa di speciale. C’è una comunità che crede davvero nel valore educativo e sociale della musica. In questi giorni ho avuto anche il piacere di incontrare il vicesindaco di Forlì e il sindaco di Bellaria Igea Marina, una città che conosco grazie alla collaborazione con Accademia InArte, che qui lavora da undici anni. Ho potuto apprezzare quanto questa terra sia profondamente musicale, accogliente e capace di investire nella cultura come strumento di crescita collettiva. Ho visto bambini, giovani e professionisti condividere lo stesso spazio con rispetto, curiosità e gioia. Questa è la vera forza della musica: creare connessioni autentiche tra le persone e generare un impatto positivo che va ben oltre il palcoscenico. Stiamo inoltre lavorando a un progetto molto importante per il prossimo anno, un’iniziativa unica in Italia che coinvolgerà il territorio e musicisti provenienti da diverse realtà internazionali».

Soddisfatto anche Roberto Martini, direttore del Giardino Gio: «È stato emozionante vedere questo spazio riempirsi di persone e di musica di così alto livello. Una serata capace di coniugare qualità artistica, partecipazione e valore umano, restituendo al centro storico un momento di autentica bellezza condivisa».

La serata ha avuto anche una finalità solidale. Grazie alla collaborazione tra i volontari di Accademia InArte e del Festival di Caterina Sforza, è stata avviata una raccolta fondi per una borsa di studio destinata a giovani musicisti in difficoltà. L’iniziativa ha già raggiunto € 650, circa metà dell’importo necessario.

Accademia InArte ringrazia artisti, volontari, Festival Caterina Sforza, Futura APS, Giardino Gio e pubblico per il contributo alla riuscita dell’evento.

Il successo dell’iniziativa ha spinto gli organizzatori a trasformare Archi Senza Confini in un appuntamento annuale. L’obiettivo è ampliare il progetto, coinvolgere nuovi musicisti internazionali e rafforzare una rete culturale tra Forlì, Bellaria Igea Marina, Comacchio e altre realtà italiane ed europee.

Forse però il momento più inatteso e toccante è arrivato il mattino dopo, alla caffetteria Zondini di Forlì. Oriol Saña, Ilaria Mazzotti e Libia Contreras stavano facendo colazione quando una signora li ha riconosciuti come gli artisti della sera prima al Giardino Gio. Sentendo parlare spagnolo, si è avvicinata e ha voluto fermarsi a fare i complimenti: «Non sono esperta di jazz, non sapevo nemmeno se mi sarebbe piaciuto — ha detto — eppure mi è arrivata chiara una grande bellezza, un’altissima qualità. Non me lo aspettavo». Un gesto spontaneo e prezioso, che forse più di ogni altra cosa racconta cosa può fare la musica: attraversare la competenza, raggiungere chiunque, lasciare un segno.

La prima edizione ha dimostrato che la musica può superare confini geografici, linguistici e generazionali, creando occasioni di incontro e collaborazione.


Foto di Andrea Farì.
Da sinistra Karam Lefheiel, Giacomo Nanni, Paolo Ghetti, Ilaria Mazzotti, Libia Contreras, Enrico Cristofani, Oriol Saña e Luca Campioni.


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